• Chi siamo

    Da oltre trent’anni ci occupiamo dei problemi di sordità e vertigini
    negli adulti e nei bambini.

    leggi tutto
  • Curare la Sordità

    Graze allo screening audiologico neonatale è possibile intervenire tempestivamente con la riabilitazione.

    leggi tutto
  • Protesi e impianto

    I dispositivi elettronici che ricevono, amplificano e trasmettono i suoni ai soggetti affetti da ipoacusia.

    leggi tutto
  • Vertigini e acufeni

    Per VERTIGINE si intende un’illusione di rotazione dell’ambiente circostante intorno a sé Soggettiva quando si ha la sensazione di rotazione del capo rispetto all’ambiente. In altri casi non vi è una chiara sensazione di rotazione bensì di instabilità, di incertezza nella deambulazione, di disequilibrio (dizziness in inglese). La vertigine oggettiva spesso provoca disturbi neurovegetativi (nausea, Continua a leggere

    leggi tutto
  • Il nostro metodo

    Presto on-line!

    leggi tutto

Informazioni per i pediatri

SORDITA’ CONGENITA

La sordità è una condizione che può essere congenita, cioè presente alla nascita, o acquisita, cioè comparire in qualsiasi momento dopo la nascita. La sordità che compare in epoca preverbale, cioè prima dei tre anni di vita, qualunque sia la sua causa, è un handicap invalidante perché non permette un corretto sviluppo del linguaggio e condiziona un importante ritardo cognitivo.

mano-orecchio

In considerazione del fatto che la sordità alla nascita non è evidenziabile con un semplice esame clinico, che esistono oggi tecnologie di facile esecuzione, non invasive e di basso costo e che la diagnosi precoce permette in pratica di evitare l’ handicap con gli adeguati strumenti terapeutici, essa appare la patologia che risponde perfettamente alle esigenze di uno screening universale.

bambino in osp

L’ incidenza di 1 – 3 : 1000 nati è quella che si riscontra nella popolazione di nati sani senza fattori di rischio. Tale incidenza sale di molto se si fa riferimento ai neonati che presentano fattori di rischio quali: familiarità per sordità congenita, infezioni materne o neonatali, grave prematurità, ittero prolungato, utilizzo in epoca neonatale di farmaci ototossici, ricovero in TIN per grave distress respiratorio e asfissie, anomalie cranio-facciali (soprattutto se a carico di padiglione auricolare, condotto uditivo e osso temporale).

Esistono poi sindromi che si associano a sordità: in presenza quindi di caratteristiche fenotipiche che suggeriscano la diagnosi di una determinata sindrome è perentorio eseguire anche uno screening audiologico.

La prevalenza di tale patologia di origine genetica o congenita nella popolazione neonatale sana e in quella a rischio audiologico ha indotto negli anni la necessità di impostare un protocollo di screening audiologico neonatale, con l’intento di ottimizzarne l’applicabilità in un programma di screening di massa.

cs-sal04-mappa controlli

A tale scopo ci si è avvalsi della registrazione delle TEOAE (otoemissioni acustiche evocate transitorie), espressione di integrità anatomo-funzionale della coclea che ha acquisito ormai, con unanime consenso, rilevanza primaria come test di screening audiologico neonatale. Le otoemissioni acustiche, ovvero la registrazione di suoni emessi attivamente dalla coclea umana in seguito a una stimolazione sonora, si sono rivelate di facile applicazione, di basso costo e assolutamente prive di rischi per il bambino: esse sono già evidenziabili in epoca precoce e sono facilmente registrabili approfittando dei frequenti periodi di sonno caratteristici del neonato. È accettato in modo unanime che siano generate dall’attività contrattile delle cellule ciliate esterne dell’organo di Corti e dalle caratteristiche meccanico-strutturali della membrana basilare, con trasformazione di energia meccanica in energia acustica; presenti dal 99,8 al 100% dei casi, sia spontaneamente (otoemissioni acustiche spontanee – SOAE) sia in seguito a una stimolazione sonora (otoemissioni acustiche evocate – EOAE), le otoemissioni possono essere registrate con un adatto microfono posto nel condotto uditivo esterno. Le otoemissioni permettono quindi di individuare le sordità legate al malfunzionamento della coclea. Non permettono di identificare sordità di origine retrococleare. Tenendo presente che sono sempre assenti in caso di ipoacusia > 25 dB, in linea generale l’atteggiamento da tenere è che nei casi in cui il bambino fallisca il primo step , che viene eseguito prima della dimissione dal nido in seconda o terza giornata di vita(“fail”, ovvero OAE assenti), sia che si tratti di neonati fisiologici sia di neonati provenienti dalla Patologia  Neonatale, è necessaria l’esecuzione di un secondo test di controllo a distanza di pochi giorni (secondo step). I “fail” persistenti alla seconda indagine, devono essere ricontrollati  affiancando alle otoemissioni le AABR ( audiometria a potenziali evocati automatici), anche in questo caso si tratta di un test di facile e rapida esecuzione (terzo step entro il primo mese di vita ). In caso di “fail” confermato, si deve inviare il bambino ad un centro audiologico di terzo livello il cui compito sarà quello di completare la diagnosi, stabilire l’ entità della sordità,  la sua natura e la sua eziologia  e di adottare gli opportuni interventi terapeutici.

bambino sulla foglia

Secondo l’American Academy of Pediatrics la sordità nel bambino deve essere diagnosticata entro il terzo e non oltre il sesto mese di vita (possibilmente entro il 5° mese), al fine di poter prendere tempestivamente quei provvedimenti terapeutici e riabilitativi di volta in volta necessari. Molto sinteticamente, si può affermare che l’assenza o la carenza grave di informazione acustica induce nel bambino una mancata o un’insufficiente acquisizione del linguaggio, associata a disturbi comportamentali e del carattere, ad alterazioni dello sviluppo psicomotorio e a disturbi della percezione della sfera spazio-temporale.

bimbo e mamma

La riabilitazione può essere rapida e pressoché completa se, a una diagnosi precoce, segue l’immediato trattamento protesico e riabilitativo (protesi acustica e/o impianto cocleare in associazione ad un adeguato training logopedico). I bambini sordi sottoposti a riabilitazione entro il sesto mese di vita acquisiscono un linguaggio e una comunicazione verbale equivalente a quella di bambini normoacusici anche in caso di ipoacusia severa e profonda. Lo screening prenatale e neonatale deve essere quindi rivolto non solo ai neonati con fattori di rischio per sordità, ma a tutti i nati, in modo da identificare e inviare a una diagnosi precoce molti bambini affetti che altrimenti non sarebbero riconosciuti e trattati.

 

 

Moduli scaricabili:

- Questionario per le neomamme – lions

- Griglia per pediatri 2017

Written by admin

Vivamus vel sem at sapien interdum pretium. Sed porttitor, odio in blandit ornare, arcu risus pulvinar ante, a gravida augue justo sagittis ante. Sed mattis consectetur metus quis rutrum. Phasellus ultrices nisi a orci dignissim nec rutrum turpis semper.